La Via Francigena in Campania è uno dei tratti più affascinanti del celebre cammino europeo che unisce Canterbury a Roma per poi proseguire fino a Santa Maria di Leuca, in Puglia, considerata la porta d’ingresso verso la Terra Santa. Questo itinerario, che attraversa antiche strade e territori ricchi di storia, offre ai viaggiatori scenari naturali straordinari e borghi intrisi di tradizione. Un percorso che unisce spiritualità, cultura e paesaggi campani capaci di incantare ogni appassionato di trekking e turismo slow.
Oggi la Via Francigena in Campania è un percorso sempre più valorizzato, scelto da viaggiatori che cercano un’esperienza lenta e autentica. Oltre al trekking, il cammino è occasione per scoprire prodotti tipici come vini pregiati, formaggi locali e piatti della tradizione contadina.
La Via Francigena in Campania è un itinerario che intreccia natura, cultura e spiritualità. Camminare tra i paesaggi collinari e i borghi antichi significa riscoprire un’Italia meno conosciuta ma ricca di fascino, capace di sorprendere chiunque intraprenda il viaggio.
Ad inizio settembre la redazione di Trekking Magazine è stata invitata dall’Agenzia Campania Turismo a percorrere alcune tappe del tratto campano della Via Francigena. Lo scopo era quello di raccontare in maniera innovativa la storia, la natura, il folklore e i sapori genuini della Via Francigena in Campania attraverso un percorso esperienziale.
Le tappe toccate sono state queste:
Tappa 1: Minturno (Ponte sul Garigliano) – Sessa Aurunca (24,2 km)
Tappa 2 e 3: Sessa Aurunca – Teano (15,4 km)
Tappa 3: Teano – Roccaromana / Statigliano (22,1 km)
Tappa 4: Statigliano – Alife (17,2 km)
Un’esperienza che fonde natura, storia e tradizioni locali, offrendo agli appassionati di trekking che le percorreranno un’occasione unica di scoperta del territorio campano.
Il progetto della Via Francigena della Campania: un progetto di turismo lento e rigenerativo
Oltre agli interventi infrastrutturali, la Regione Campania e l’Agenzia Campania Turismo hanno investito in un’importante azione di comunicazione per promuovere, in Italia e all’estero, la Francigena campana e gli itinerari turistico-culturali collegati.
“Un’iniziativa volta a far emergere l’anima profonda di questo cammino – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Agenzia Campania Turismo, avv. Alessandro Fimiani – che abbraccia natura, storia, cultura, gastronomia e spiritualità. Il nostro obiettivo non è solo turistico, è rigenerativo. Vogliamo promuovere un turismo che non consuma i luoghi ma li custodisce, che rafforzi i territori economicamente, socialmente e culturalmente. La Francigena campana è un’opportunità per restituire centralità ai piccoli borghi e alle economie locali, costruendo insieme una rete viva fatta di identità, narrazione e accoglienza. La Via Francigena è stata nel Medioevo una strada di unione culturale per l’Europa. Oggi rappresenta un ponte tra le culture e un viaggio alla riscoperta delle nostre radici comuni”.
Durante il percorso hanno portato il loro contributo il sindaco di Roccaromana Nicola Pelosi, Maria Guida presidente dell’Ets ‘Il Giardino segreto, Enzo Passaretti, Presidente dell’Associazione Torre Normanna, Camillo Santagata e Annamaria Morelli, rispettivamente vicesindaco e assessore al patrimonio archeologico, associazioni, eventi, terzo settore e protezione civile del Comune di Alife.
Ecco a seguire le 5 meraviglie che ci hanno colpito durante questo tour in Campania
Il Ponte Real Ferdinando: gioiello d’ingegneria borbonica sul Garigliano
Il Ponte Real Ferdinando, situato sul fiume Garigliano al confine tra Lazio e Campania, è uno dei simboli più importanti dell’ingegneria borbonica e della modernità ottocentesca in Italia. Inaugurato nel 1832 durante il regno di Ferdinando II di Borbone, rappresentò una vera rivoluzione architettonica e tecnologica per l’epoca.
Il ponte fu progettato dall’ingegnere Luigi Giura e divenne il primo ponte sospeso a catene in ferro costruito in Italia e tra i primi in Europa. L’opera, lunga circa 80 metri, fu realizzata con materiali innovativi e una struttura leggera che univa funzionalità ed eleganza. Il ponte garantiva il collegamento stabile tra le due sponde del Garigliano, facilitando commerci e spostamenti lungo una delle vie più importanti del Regno delle Due Sicilie.

La sua realizzazione rese il Ponte Real Ferdinando sul Garigliano un modello ingegneristico studiato a livello internazionale, tanto da attirare l’attenzione di tecnici e architetti stranieri.
Durante la Seconda guerra mondiale, il ponte venne distrutto dai bombardamenti, lasciando per decenni solo ruderi. Negli anni ’90, grazie a un accurato restauro, il Ponte Real Ferdinando fu ricostruito seguendo fedelmente il progetto originale di Giura. Oggi è tornato a essere un monumento visitabile e un’icona della storia delle infrastrutture italiane.

Oggi il ponte non ha più funzione viaria, ma è un’importante attrazione turistica. Passeggiare sul Ponte Real Ferdinando significa fare un viaggio nel tempo, ammirando un capolavoro di ingegneria immerso in un paesaggio suggestivo. Il sito è spesso meta di appassionati di storia, fotografia e trekking culturale, che uniscono la visita al ponte alla scoperta del territorio circostante. Il Ponte Real Ferdinando non è solo un ponte, ma un simbolo di progresso, innovazione e identità storica del Sud Italia. Un’opera che racconta la visione lungimirante dei Borbone e continua ad affascinare viaggiatori da tutto il mondo.
Sessa Aurunca: bellezze e particolarità di un gioiello della Campania
Tra i borghi più affascinanti della Campania, Sessa Aurunca si distingue per la sua storia millenaria e per le bellezze architettoniche e naturali che la rendono una meta ideale per chi ama turismo culturale e viaggi autentici. Situata ai piedi dei Monti Aurunci, in provincia di Caserta, Sessa Aurunca vanta origini antichissime, risalenti all’epoca degli Aurunci e successivamente dei Romani.
Il centro storico di Sessa Aurunca è un vero museo a cielo aperto. Tra i monumenti più importanti spicca l’anfiteatro romano, uno dei più grandi della Campania, testimonianza della grandezza imperiale. Da non perdere anche il Duomo di San Pietro e Paolo, con la sua imponente facciata romanica e i mosaici medievali, e il Castello Ducale, che domina la città dall’alto e racconta secoli di storia feudale. Passeggiando tra le vie lastricate, si incontrano palazzi rinascimentali, chiese barocche e scorci suggestivi che riportano indietro nel tempo.

Sessa Aurunca non è solo arte e storia, ma anche natura. Il territorio è parte del Parco Regionale dei Monti Aurunci, ideale per escursioni, trekking e passeggiate panoramiche. Dai sentieri si aprono viste mozzafiato sul Golfo di Gaeta e sulla campagna circostante, ricca di vigneti e uliveti. Questo legame tra paesaggio e tradizione si riflette anche nella gastronomia locale, che propone prodotti tipici come l’olio extravergine, i formaggi e i vini del territorio.
Sessa Aurunca è conosciuta anche per le sue antiche tradizioni popolari. Tra le più suggestive c’è la Festa di Sant’Onofrio, con riti e processioni che attirano visitatori da tutta la regione. A ciò si aggiungono eventi culturali, spettacoli teatrali e rassegne enogastronomiche che valorizzano la ricchezza locale.
Visitare Sessa Aurunca significa scoprire un borgo che unisce storia, natura e tradizione. Un luogo unico, capace di regalare esperienze autentiche e di sorprendere chiunque desideri conoscere la Campania più vera.

Il Giardino Segreto di Roccaromana: un’oasi di bellezza curata da Maria Guida
Nel cuore dell’alto casertano, immerso tra le colline e i panorami suggestivi della Campania, si trova il Giardino Segreto di Roccaromana, un luogo magico dove natura, arte e passione si fondono in un’esperienza unica. Tappa anche della Via Francigena. Questo spazio verde, oggi conosciuto e apprezzato da visitatori e amanti del turismo sostenibile, deve la sua rinascita e valorizzazione all’instancabile lavoro di Maria Guida, che lo dirige con dedizione e amore.

Il Giardino Segreto di Roccaromana non è un semplice spazio verde, ma un percorso che invita a riscoprire il rapporto armonioso tra uomo e natura. Qui convivono piante autoctone, fiori rari e scorci panoramici, che rendono la passeggiata un viaggio sensoriale. Oltre alla bellezza botanica, il giardino è arricchito da installazioni artistiche e angoli dedicati alla meditazione e alla lettura, trasformandolo in un luogo ideale per chi cerca relax e ispirazione.
A rendere speciale questo giardino è la guida appassionata di Maria Guida, che con grande impegno ha trasformato un’area naturale in un punto di riferimento culturale e turistico. La sua visione va oltre la semplice cura delle piante: Maria Guida promuove eventi, visite guidate, laboratori didattici e iniziative legate alla valorizzazione del territorio. Il suo obiettivo è far conoscere non solo il giardino, ma anche la storia e le tradizioni di Roccaromana, piccolo borgo campano ricco di fascino.

Il Giardino Segreto è oggi meta di appassionati di trekking, fotografi e viaggiatori slow, che scelgono questo angolo di Campania per vivere un’esperienza autentica. È un esempio concreto di come passione e impegno personale possano trasformare un luogo in un patrimonio condiviso, capace di attrarre turismo e diffondere cultura.
Il Giardino Segreto di Roccaromana, sotto la direzione di Maria Guida, rappresenta un modello di valorizzazione del paesaggio e della comunità. Un’oasi di bellezza che merita di essere scoperta e vissuta da chi cerca emozioni autentiche in Campania.

La Torre Normanna di Statigliano: storia e fascino medievale in Campania
Tra i borghi storici della Campania, Statigliano, frazione del comune di Roccaromana in provincia di Caserta, custodisce una delle testimonianze medievali più affascinanti del territorio: la Torre Normanna. Questo antico manufatto è un simbolo di storia e identità locale, capace di raccontare secoli di vicende militari e feudali che hanno segnato l’Italia meridionale.
La costruzione della Torre Normanna di Statigliano risale all’epoca medievale, tra l’XI e il XII secolo, quando i Normanni consolidarono il loro dominio nell’Italia meridionale. La torre aveva principalmente una funzione difensiva e di avvistamento, permettendo di controllare le vallate circostanti e proteggere il borgo da eventuali incursioni nemiche. Realizzata in pietra locale, si caratterizza per la sua imponenza e per la tipica architettura militare normanna, essenziale ma robusta, concepita per resistere agli assalti.

Oltre alla torre, Statigliano conserva il fascino di un borgo medievale, con vicoli stretti, case in pietra e scorci panoramici che si aprono sui Monti Trebulani e sulla campagna circostante. La presenza della torre non è solo un elemento architettonico, ma anche un punto di riferimento identitario per la comunità, che nel corso dei secoli ha visto il monumento trasformarsi da struttura difensiva a simbolo della memoria storica del paese.
Oggi la Torre Normanna di Statigliano è una meta apprezzata da visitatori, appassionati di storia e amanti del turismo slow. Passeggiare tra le stradine del borgo e raggiungere la torre significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, tra natura e cultura. Inoltre, il sito rappresenta un ottimo punto panoramico, ideale per chi ama la fotografia e il trekking culturale.



La Torre Normanna di Statigliano non è solo un monumento medievale, ma un patrimonio vivo che racconta le radici storiche della Campania. Un luogo che merita di essere scoperto da chi desidera conoscere le bellezze nascoste del territorio casertano.
Alife e il suo criptoportico: viaggio nella storia romana in Campania
Situata nella valle del Volturno, in provincia di Caserta, Alife è una città ricca di fascino e storia. Le sue origini risalgono all’epoca sannitica e romana, periodi che hanno lasciato testimonianze archeologiche di grande valore. Tra queste spicca il criptoportico romano di Alife, una delle strutture sotterranee più suggestive della Campania, che rende questo borgo una meta ideale per gli amanti di archeologia e turismo culturale.
Il criptoportico di Alife è una straordinaria opera di ingegneria sotterranea, risalente al I secolo a.C. Si tratta di un lungo corridoio ipogeo, coperto da volte a botte e sostenuto da robusti muri in opera reticolata, che aveva la funzione di sostegno per gli edifici soprastanti e, probabilmente, anche di magazzino o percorso riparato. La sua ampiezza e lo stato di conservazione lo rendono uno degli esempi più importanti in Italia meridionale.
Passeggiare all’interno del criptoportico significa compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, immergendosi nell’atmosfera della vita quotidiana romana. Le luci soffuse e gli spazi sotterranei evocano la grandezza dell’urbanistica antica e la capacità dei Romani di progettare opere funzionali e durature.



Oltre al criptoportico, Alife custodisce altri tesori di epoca romana, come l’anfiteatro, le mura megalitiche e i resti di templi e edifici pubblici. Il centro storico conserva inoltre chiese medievali, palazzi rinascimentali e scorci che uniscono architettura e paesaggio. La posizione strategica, tra i Monti del Matese e la valle del Volturno, rende Alife una meta ideale anche per chi ama il trekking e il turismo naturalistico.
Il criptoportico romano di Alife è il simbolo di una città che custodisce con orgoglio le sue radici antiche. Visitare Alife significa scoprire un luogo dove storia, cultura e natura convivono armoniosamente, offrendo un’esperienza unica nel cuore della Campania.



Comments
You may also like
-
DALLE CITTÀ ROVENTI ALLE OASI NATURALI, CON LE TEMPERATURE IN AUMENTO ECCO LE METE PREFERITE DI VAMONOS VACANZE PER FUGGIRE DALL’AFA E DALLA NOIA
-
Garda Village: le recensioni premiano la gestione La Castellana a Sirmione
-
Cosa portare in campeggio
-
Il Golfo di Follonica
-
Perché andare in vacanza al mare